venerdì 5 ottobre 2012

A che serve un copy in tempi di crisi?

Non serve per i clienti che “fate-come-dico-io-che-me-ne-intendo”

Non serve per i clienti che “taglio-il-preventivo-alla-metà-e-pago-dopo-un-anno”

Non serve per i clienti che “prima-vi-faccio-fare-venti-gare-poi-magari-vediamo”

Serve per i clienti che apprezzano i lavori ben fatti (incredibile ma vero, esistono ancora, un po’ come le persone oneste).

Se hai clienti così bravi, tienteli stretti.

Perché il primo new business è mantenere l’old business.

E cosa c’è di meglio per fidelizzarli che presentargli idee nuove e creatività nuova?

Così avranno il brivido della nuova agenzia, rimanendo sempre tuoi clienti.

Allora siamo d’accordo: tu metti i clienti, io ci metto una buona parola.

mercoledì 23 maggio 2012

Dopo l'anti-politica arriverà l'anti-comunicazione?




Il linguaggio 5 Stalle (pardon, 5 Stelle) avrà ripercussioni sulla pubblicità?
Dopo l’antipolitica avremo un’ondata di anticomunicazione?
Se è così, bisogna essere preparati.
Se state organizzando una convention per un’azienda intitolatela “I-Nostri-Competitor-Sono-Pezzi-Di-Merda-Day”, se state progettando un espositore scriveteci “il prodotto a fianco fa cagare”, se state facendo un mailing il messaggio giusto è “se non rispedisci il coupon sei un cazzone”, l’attacco migliore per uno spot radio è “ehi tu brutta faccia di culo, ascoltami bene”, l’headline per una pagina su un quotidiano diventa “in mezzo a tutte queste puttanate, finalmente una cosa seria”.
Un esempio concreto? Immaginate gli spot dei telefonini, specchio fedelissimo dell’italico costume: Aldo che dice a Giovanni e Giacomo “Se passi a Vodafòne sei un coglione”, e il Garibaldi di Neri Marcorè che dice alle sue truppe “Io sto con Tim, perché gli altri tim...culano”.

Oppure, ancora più trasgressivo: comunicare con eleganza e buon gusto. Ma questo forse è osare troppo.

domenica 22 aprile 2012

Finto testo 3.0


Cara Agenzia, sarà capitato anche a te di avere dei clienti talmente stupidi da mettersi a leggere “Lorem ipsum”. Ecco la soluzione: un testo finto da inserire nei tuoi layout, per zittire i clienti ignoranti, e fare bella figura con quelli intelligenti. Devi semplicemente copiare il testo qua sotto.

Si dice che nessuno legga i testi.
Questo vale per i testi brutti.
Ma c’è una buona notizia:
esistono anche testi belli,
che si leggono volentieri,
che parola dopo parola
ti spingono ad andare avanti,
a desiderare un prodotto,
a volerne sapere di più su un servizio o un’azienda.
Il testo vero che vedrete su questa pagina sarà proprio così.
Bello, vero?

Vuoi vedere altri testi finti ancora più belli?