mercoledì 23 maggio 2012

Dopo l'anti-politica arriverà l'anti-comunicazione?




Il linguaggio 5 Stalle (pardon, 5 Stelle) avrà ripercussioni sulla pubblicità?
Dopo l’antipolitica avremo un’ondata di anticomunicazione?
Se è così, bisogna essere preparati.
Se state organizzando una convention per un’azienda intitolatela “I-Nostri-Competitor-Sono-Pezzi-Di-Merda-Day”, se state progettando un espositore scriveteci “il prodotto a fianco fa cagare”, se state facendo un mailing il messaggio giusto è “se non rispedisci il coupon sei un cazzone”, l’attacco migliore per uno spot radio è “ehi tu brutta faccia di culo, ascoltami bene”, l’headline per una pagina su un quotidiano diventa “in mezzo a tutte queste puttanate, finalmente una cosa seria”.
Un esempio concreto? Immaginate gli spot dei telefonini, specchio fedelissimo dell’italico costume: Aldo che dice a Giovanni e Giacomo “Se passi a Vodafòne sei un coglione”, e il Garibaldi di Neri Marcorè che dice alle sue truppe “Io sto con Tim, perché gli altri tim...culano”.

Oppure, ancora più trasgressivo: comunicare con eleganza e buon gusto. Ma questo forse è osare troppo.

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